Cammina cammina si arriverà al piazzale

Il titolo di questo breve scritto fa parte del lessico familiare della famiglia del mio babbo, essendo un detto di San Gimignano, paese natale della nonna Elena. Poche parole che nascondono una grande verità, un senso antico che possiamo ritrovare ogni giorno nella fatica e nella pazienza di raggiungere un obiettivo.
L’idea di scrivere questo pezzo sul cammino, sui percorsi della vita, a volte lievi come una collina odorosa, a volte impervi e densi di insidie e difficoltà, mi è venuto mentre entravo nel mio studio. Accanto alla porta c’è un quadretto con alcune foto del cammino di Santiago, il secondo che ho fatto, quello con il mio compagno e suo figlio. Il primo fu quello con i ragazzi del Progetto Gulliver e in entrambi ho avuto modo di apprezzare il piacere di camminare, faticare, gioire, nel raggiungere l’obiettivo di ogni giornata e, alla fine, di tutto il viaggio: raggiungere Santiago de Compostela. E poi Finisterrae, questa terra che finisce nel mare, dove migliaia e migliaia di pellegrini hanno gettato conchiglie, bruciato vestiti, rinfrescate le membra stanche dal lungo viaggio.
Ecco, il viaggio, il camminare, la fatica, l’impegno costante, la disperazione di alcuni momenti di stanchezza, tutto questo mi ha fatto pensare al camminare, al percorrere strade di vita, di vita vera, vissuta, sentita, amata. Voglio, allora, commentare alcune frasi che ho ritrovato, legate a quel viaggio a Santiago con i ragazzi del Progetto Gulliver.
• Quando le tue gambe sono stanche, cammina con il cuore: quante volte abbiamo la sensazione di non farcela, di non avere più energie, di essere stanchi, provati, infastiditi da tanti problemi che non ci lasciano spazio? E allora è proprio questo il momento di fermarsi, ascoltare quello che sentiamo, il battito del nostro cuore, la sua voce, il suo respiro. Le nostre emozioni parlano di noi e possiamo scambiarle, trasmetterle, esprimerle, e ci daranno la forza di ricaricarci e continuare a camminare, guardando avanti, con forza e determinazione.
• Non lasciare tracce che il vento non possa cancellare, non adagiarti sui passi compiuti, non lasciarti trattenere, divaga per altri sentieri, rimettiti in cammino per cercare ancora: a volte ci sentiamo sicuri se percorriamo sempre la stessa strada, conosciuta, sicura. Ma è proprio nella ricerca di sentieri nuovi che possiamo trovare nuove possibilità.
• Camminando si apprende la vita,
camminando si conoscono le persone,
camminando si sanano le ferite del giorno prima.
Cammina, guardando una stella, ascoltando una voce,
seguendo le orme di altri passi: il cammino aiuta, se siamo soli o in compagnia, come nella vita, dove in ogni situazione ci troviamo a camminare per una qualche strada e decidere dove, come e con chi andare. Ma il bello è proprio questo, che sia un apprendimento continuo.
• Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però, non trattenerti mai!: L’importante è andare avanti, rialzarsi se si cade, trovare nuovi modi per muoversi nella vita e nel mondo, anche se a volte non sembra possibile e tutto appare buio.
• Non nel seguire il sentiero battuto, ma nel trovare a tentoni la propria strada e nel seguirla coraggiosamente, consiste la vera libertà: siamo liberi se possiamo muoverci nel mondo con il nostro passo, ritmo e tempo. E questo possiamo farlo ovunque, su un’autostrada come su un sentiero, ma solo scoprendolo piano piano e con apertura a tutte le possibilità.
• Ho imparato che tutti, al mondo, vogliono vivere in cima alla montagna senza sapere che la vera felicità sta in come si sale la china: la fatica di camminare, di salire, di superare i momenti di difficoltà in cui sembra di non farcela più, è quella che ad un certo punto, quando arriviamo al nostro traguardo, scompare e lascia spazio alla gioia e all’euforia di essere arrivati. Perché questo significa costruire un percorso, scoprire nuovi modi, provare emozioni, scambiarle con i nostri compagni di viaggio, per trovare e dare forza, per sentirsi liberi, anche se stanchi e provati dal viaggio.
• Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre ma nell’avere occhi nuovi: avere occhi nuovi significa cogliere diverse prospettive e angolazioni, guardando in maniera diversa le cose, gli eventi, le persone, spostando il nostro sguardo su altro, come se vedessimo tutto per la prima volta.
• Un viaggio di mille miglia deve cominciare con un solo passo: è importantissimo guardare sempre davanti a sé, in modo che mettendo un passo davanti all’altro si arrivi al traguardo. Solo così è possibile godersi il viaggio, il presente, il qui e ora, senza lasciarsi distogliere e impaurire dal futuro, da ciò che è lontano, inarrivabile.
E allora, l’unica cosa che posso dire ancora è la frase che si dice sul Cammino di Santiago ogni volta che si incontra un pellegrino: Buen camino!!!!!

Giulia Checcucci

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